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lunedì 30 novembre 2009

Le mirabolanti avventure di Ki&Chi

Sabato 28 novembre Ki & Chi finito di lavorare decidono di uscire insieme per gustarsi una serata gastronomica. Le due moderne Cenerentole, armate di indicazioni stradali, sgommando sulla loro zucca partono per Milano verso la nuova avventura. Mentre percorrono la tangenziale, si guardano sorridendo, sono le 7:50 siamo già a buon punto, si dicono, vedrai che per le 8 e un quarto siamo lì...le ultime parole famose.
Non avevano considerato il fattore Piazza Napoli, trafficata e caotica, e neppure che, quando Chi scrive le indicazioni...lasciamo perdere. Chiamata al maritino-bell'addormentato-navigatore che risolve il problema nonostante qualche incomprensione tecnica (" Hai detto via Vergognone, si si ho capito con la vi, no con la bi? Ma Vergognone é con la vi!!!) e parcheggiato il mezzo si incamminano tacco munite verso lo spazio Gancia. Il marito nel mentre é ancora al telefono che le accompagna con la voce (" Giarare a sinistra, girare a sinistra, girare a sinistra ma quanto ci mettete... ah avete i tacchi? E quindi non riuscite a girare a sinistra?").
Mentre lentamente camminiamo notiamo questo ristorantino: carinoooo!!!

Finalmente arriviamo alla meta (facile a qusto punto, basta seguire il flusso inverso di libri che escono dal portone),  pigiamo il "buttun" ed entriamo nello stabile.


 Arrivate al 4° piano desolazione: sono andati via quasi tutti (alla fine siamo arrivate alle 9) ma meno male lei é ancora lì che autografa il libro (sospiro).


Non conoscendo nessuno ci sentiamo leggermente a disagio (é la nostra prima uscita da foodblogger) ma fortunatamente qualcuno ci sorride e riusciamo a scambiare quattro chiacchiere.


Ci accodiamo, aspettando il nostro turno: notiamo che lei ha proprio un viso stanco (chissà che corse in questi giorni) ma nonostante questa fatica riesce a scambiare due parole con tutti. Nel frattempo cerco di catturare qualche immagine della serata con la mia macchina fotografica ma visto la scarsa praticità con il flash il risultato non é dei migliori. Arriviamo alla meta, lei ci sorride ci firma il libro e si congratula con noi perchè siamo le ultime della serata.
Usciamo dallo spazio Gancia: abbiamo fame perché per il fatto che eravamo in ritardo alla fine non abbiamo degustato nulla e ripassiamo davanti al ristorantino: cosa ne dici di cenare insieme???
Risultato: tavolino per due... molto romantico!


Mentre guardiamo il libro si avvicina una cameriera che ci chiede dove l'avevamo comprato e se poteva farlo vedere al cuoco: Cavoletto é proprio famosa!!




Prendiamo un antipasto in due, un risotto (Ki) ed una zuppa (Chi) e chiacchierando ci gustiamo la nostra cena fra amiche.







Nel frattempo é arrivato anche il VIP (un di "Un posto al sole" almeno così dice Ki) con "fighetta" maleducata al seguito che dall'alto del suo metroeottanta non si é nemmeno accorta che stava facendo cadere il nostro prezioso libro con il suo culo rifatto (scusate lo sfogo ma io i maleducati proprio non li reggo!).
Finiamo la cena e torniamo alla macchina dove, durante il viaggio di ritorno Chi cerca di cantare "Careless whisper" di Geoge Michael rifatta dai The Gossip: bellissima!
Dopo aver accompagnato Ki , rientro a casa, parcheggio la macchina e guardo l'orologio: é mezzanotte!!!
Chi

lunedì 9 novembre 2009

C'era una volta...


C'era una volta, una ventina di anni fa, una bambina che viveva con i suoi genitori ed il fratellino in un piccolo paese attraversato da un fiume che divideva la Lombardia dal Trentino Alto Adige.
Quando arrivava il carnevale, la bambina e la sua famiglia attraversavano il ponte ed andavano in una cittadina chiamata Storo perché nella piazza si preparava il vin brulé e la polenta carbonera. Alla bambina piaceva tanto quella polenta perché aveva dentro il salame, il formaggio ed era piena di burro (la bambina non conosceva ancora il problema cellulite!). Ma un giorno il papà della bambina cambiò lavoro e la famiglia si trasferì a Milano. Arrivò il carnevale ma in piazza Duomo non c'era quella polenta così buona e i due fratellini erano tanto tristi. Passarono gli anni, la bambina crebbe, si laureò ed andò a lavorare in farmacia. Un giorno chiacchierando con una cliente scoprì che quella signora trascorreva l'estate proprio in quella valle, la sua valle: così la guardò con gli occhi umidi e le chiese timidamente se poteva comprarle un pacco della sua amata farina. La signora commossa, decise che gliela avrebbe comprata ogni volta che andava in vacanza al lago. Adesso "la bambina" è felice perché quando vuole mangiare la polenta basta che citofona al suo papà e lui tira fuori il paiolo...

Questa é la mia favola ed é uno dei miei ricordi d'infanzia più belli: la polenta in questione é prodotta dalla macinatura integrale del mais di Storo, simile al granturco marano.

Riporto dalla confezione:

" Antica come le tradizioni della nostra terra,schietta e genuina come la gente che la abita, la Farina Gialla di Storo. Insaccata e lavorata con i metodi tradizionali in via Regensburger 23/25. Una farina di grande qualità che nasce dal famoso "nostrano" di Storo."

Viene prodotta unicamente in nella Valle del Chiese (penso sia IGP) e prima dell'avvento di Internet per procurarsela bisognava farsi un week end in montagna (mica male ma poco pratico). Adesso si può trovare facilmente in vendita su diversi siti.


Quando ho scoperto il nuovo contest di contest di Genny in collaborazione con La Compagnia del Cavatappi ho deciso di presentarvela proprio per la sua unicità.
Mio padre la prepara solitamente nel metodo tradizionale: io ho cucinato degli sformatini e li accompagnati con del baccalà al pomodoro.

Eccovi le ricette (le dosi si intendono per 4 persone)!



Sformatini di Polenta di Storo


  • 100g di Farina di Storo
  • 40g di burro
  • 1 uovo
  • pangrattato
  • sale e pepe


Portate a ebollizione 300ml d'acqua con il burro e un pizzico di sale, versate la farina a pioggia formando una polentina che cuocerete per 5 minuti, mescolando continuamente fini a far addensare. Salate, pepate e lasciate intiepidire. Incorporate l'uovo sbattuto e versate in 4 stampi da crème caramel ben imburrati e passati nel pangrattato. Infornate a 200° per 20 minuti circa, fino a far dorare la superfice. Lasciate intiepidire per 5 minuti e sfornate.


Baccalà con patate alla mediterranea


  • 800g di baccalà già ammollato
  • 3-4 patate
  • 1 cipolla
  • 500g di pelati
  • 70g di olive nere
  • 30g di capperi
  • origano
  • olio evo
  • sale e pepe

Pulite bene il baccalà da pelle e lische e tagliatelo a pezzi. A fuoco medio fate scaldare qualche cucchiatata di olio con la cipolla affettata e le patate tagliate a cubetti. Aggiungete quindi i pezzi di baccalà facendoli ben rosolare da entrambi i lati. Unite poi i pomodori, le olive i capperi e l'origano e aggiungete 1 o 2 bicchieri d'acqua in modo che il pesce e le patate risultino quasi completamente ricoperte dal liquido. Portate a bollore e completate la cottura a fuoco bassisimo. Servite ben caldo.



Buon appetito!

Chi











































































































domenica 8 novembre 2009

La crostata di mele e mandorle é di Adriano Continisio

Non mi sento una vera foodblogger. Ma mi sento di pubblicare anch'io la ricetta di Adriano dopo aver seguito in questi giorni il suo sfogo ed i post che ne sono seguiti.

Sono diversi anni che seguo vari foodblog e con Ki, abbiamo deciso di scriverne uno proprio perché riconosciamo in voi una passione, un talento che può aiutarci ad imparare e migliorare.

Proprio per questo, manifesto la mia solidarietà ad Adriano ed a chiunque ami cucinare e creare vere opere d'arte ai fornelli. Proprio per questo mi indigno con chi ruba il lavoro altrui senza riconoscerne la paternità e la creatività.
Io questa mattina ho copiato la ricetta di Adriano Continisio!!!


Cliccate qui per la ricetta.


.....e scusate l'intromissione!


Chi